Le navi
Ogni tanto tempo
battono i moli
Non basta la prudenza l’abitudine l’ordine delle cose
loro vengono così
fidati come cuccioli
o innamorati
e mettono tutta la ampiezza del mare
a battersi la testa contro i legni
deve essere
perchè io festeggi il mio compleanno
al ritorno di un viaggio senza rive
deve essere
che il legno scheggiato
segna il mio giorno
per tornarlo a trovare.
Un’altra volta verso sù
verso l’acqua
a toccare prima il corpo
quando è purezza
e gioia
un’altra volta allacciando il pacco dei miei giorni tristi
per lasciarlo in un posto
dove non mi incontro
un’altra volta
delle parole poche
di quelle che vanno dando
l’impulso completo
della gioia.
Il mondo comincia a fermarsi
nel bicchiere avvelenato della principessa
il bambino scuda i suoi occhi
e parte
verso quando potè negarsi alla fiaba
gli alberi mossero i suoi rami
indicando che qualcosa c’era
dentro del silenzio
tutto fu una caduta di anni
fino chinare la testa
sopra la fiaba avvelenata
Oncelì Barreda de Armani, Salto (1951). Docente uruguaya e italiana (con título homologado). Postgrado en F.de Humanidades y C. de la Educación en enseñanza-aprendizaje de Italiano como lengua extranjera. Algunas traducciones realizadas: Libro bilingüe de Memorias de piloto ex combatiente 2ª guerra mundial. Protocolo de Kyoto. Proyecto Olivo. Simultáneas para organismos oficiales con empresarios italianos. Para estudios Rauschert. Artículos del Corriere della Sera. Incisoria Luca Armani.